L’irrigazione è quel processo di distribuzione artificiale dell’acqua alle piante, per consentire una corretta crescita là dove le precipitazioni sono irregolari o addirittura assenti. Le tecniche d’irrigazione introdotte dall’uomo hanno permesso l’espansione delle superfici dedicate all’agricoltura, consentendo la proliferazione di intere popolazioni, in ogni epoca storica.
Il nostro personale progetta e realizza impianti di irrigazione, subirrigazione ed impianti a goccia per giardini, terrazzi e tappeti erbosi, stando attenti ad utilizzare materiali di ottima qualità, durevoli ed adatti alle esigenze dell’area da irrigare.
Gli impianti sono coperti da garanzia e, dopo l’installazione, assicuriamo una costante assistenza per qualsiasi tipo di problema. Effettuiamo lavori su pozzi e cisterne.

Progettazione di un impianto di irrigazione

Il processo di progettazione di un impianto è il più delicato. La prima cosa da fare è misurare la superficie del prato, oppure il numero di piante da innaffiare. In entrambi i casi calcolare esattamente le distanze eviterà, quando è ormai troppo tardi, di scoprire che alcune parti del giardino non sono raggiunte dall’acqua.
Quale che sia il tipo scelto, comunque, è necessario disporre in giardino di una fonte di approvvigionamento di acqua, come un pozzo o una cisterna di raccolta delle acque piovane (quest’ultime sempre più presenti nei giardini domestici). L’acqua utilizzata dovrà essere portata a pressione utilizzando una pompa elettrica.
Una buona centralina elettronica, adeguatamente programmata, provvederà a far funzionare l’impianto nei tempi desiderati e, soprattutto, anche in vostra assenza.
I tubi, in polietilene, di norma verranno interrati per ridurre al minimo l’impatto visivo e evitare il loro precoce logoramento da parte degli agenti atmosferici, sole e gelo invernale in primis. Saranno più grandi e rigidi quelli principali, con portata di acqua maggiore; con diametro più ridotto se sfruttati per portare l’acqua direttamente agli irrigatori o ai gocciolatoi.
Nel progetto dovrete tener conto di inserire dei pozzetti che serviranno a incapsulare eventuali elettrovalvole o raccordi elettrici. Se l’impianto richiede l’uso di cavi elettrici, questi dovranno essere interrati non prima di averli passati nelle apposite guaine protettive.

Tipologie di impianti di irrigazione

Le parti principali per costruire un impianto di questo tipo sono: una fonte irrigua, che può essere un pozzo, un canale o un contenitore per liquidi; una pompa che crei una lieve pressione interna (se si usa un recipiente movibile si può sfruttare la forza gravitazionale alzandolo rispetto al piano di irrigazione).
Un tubo principale che porta l’acqua lungo tutto il terreno da irrigare (in genere sono file equidistanti e di medesima lunghezza); infine i tubi di diametro minore, nei quali vengono immessi i gocciolatoi. In commercio, come vedremo in seguito, esistono dei tubi già comprendenti i gocciolatoi.
Oltre a questi elementi principali, è bene montare un filtro che evita l’intrusione di elementi occludenti dei gocciatoi e, per comodità, delle elettrovalvole temporizzate secondo le ore di irrigazione necessarie.
Le gocce d’acqua escono da appositi tubi di materiale plastico, detti manichette forate che sono in grado di erogare circa 0,8-1 l/h per ogni elemento.
Esiste un’altra applicazione, chiamata sub-irrigazione, consistente nell’interrare direttamente i tubi sotto terra al fine di raggiungere più facilmente l’apparato radicale della pianta e contrastare in maniera efficace l’effetto vaporizzazione nelle zone sovra esposte al vento e al sole. Il vantaggio più evidente è quindi un ulteriore risparmio di acqua. Gli svantaggi invece riguardano il maggior costo di manutenzione e il rischio di occlusione dei gocciolatoi (anche se tecnologicamente più avanzati e testati). Per tali motivi, questa tecnica è appannaggio delle medie e grandi aziende agricole.

Detto comunemente anche impianto di irrigazione a pioggia, permette l’irrorazione dell’acqua sotto forma di goccioline che ricadono sul terreno e sulle colture interessate. Lo si può incontrare facilmente nei giardini domestici, negli spazi verdi cittadini o nei parchi. Di contro, impianti più imponenti vengono utilizzati nelle colture estensive (campi di mais, barbabietole ad esempio).
I vantaggi sono: un’ampia versatilità sia nei terreni pianeggianti che in quelli scoscesi; un facile raggiungimento di tutte le zone da irrigare e un costo di istallazione tutto sommato accessibile.
Gli svantaggi sono riconducibili essenzialmente alla presenza del vento, che può deviare la rotta delle microparticelle di acqua, falsando completamente l’irrigazione. Non c’è un risparmio di acqua perché molta se ne perde con l’evaporazione. Poi c’è un vistoso dispendio di energia, necessaria a imprimere la forza necessaria all’espulsione dell’acqua.
Riguardo alle diverse utilità, per i prati dei giardini domestici o per uso limitato dello spazio, si usano normalmente gli irrigatori statici, cioè immobili che ricoprono perennemente la stessa zona di terreno. I rotativi invece, usati nelle grandi superfici, compiono un percorso circolare regolabile.